Mercoledì 26 novembre 2025 abbiamo celebrato la giornata dedicata ad Anton Martin Slomšek. La professoressa Martina Legiša ha presentato brevemente la vita e l’opera di Slomšek, sottolineando in particolare il suo rapporto con la lingua slovena. In uno dei suoi sermoni, Slomšek parla del rispetto per la lingua materna, sottolineando che è necessario prendersene cura e coltivarla. Questi pensieri di Slomšek sono stati il punto di partenza per la parte centrale dell’evento, introdotta dalla professoressa Tanja Škabar. Abbiamo ascoltato alcuni brani tratti dal romanzo Prišleki (I nuovi arrivati) di Lojze Kovačič, dalla poesia Jutrišnje tržaško jutro (La mattina triestina di domani) di Miroslav Košuta, dalle riflessioni di Boris Pangerc e da un brano tratto dall’opera di Merkuj Pajčevina in kruh (Ragnatela e pane). Nei loro testi gli autori riflettono sul rapporto con la lingua slovena, sulla duplice identità linguistica, sul significato della lingua materna al di fuori dei confini della Slovenia e sull’appartenenza nazionale.
Anche alcuni dei nostri studenti e studentesse si trovano ad affrontare sfide simili, di cui hanno parlato nei loro scritti. Desireè Bomarzi, Gloria Celano, Matija Cok, Nora De Luca, Evan Hervat, Marisol Klatowsky, Gabriel Mozina, Bastian Ota, Mateja Savi, Jasna Sedmak, Guido Slanovitz e Betsy Vizintin hanno condiviso con noi le loro riflessioni sulla lingua e sul rapporto con il bilinguismo, l’identità e l’appartenenza nazionale.
Alla celebrazione ha partecipato il coro della scuola, accompagnato dal gruppo musicale composto da Natan Capilla, Federico Carlini, Elia Graccogna, Gabriel Mozina, Selena Amira Nairoz e Goran Rismondo. Sotto la direzione della professoressa Raffaella Petronio, gli studenti hanno cantato le seguenti canzoni: Dišali so tvoji lasje del gruppo Fehtarji, Siva pot di Aleksander Mežek e Na soncu del gruppo Siddharta.

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