Gli studenti del triennio sono appena tornati dalla gita scolastica a Valencia. Per alcuni di loro il viaggio in sé è stato un’esperienza indimenticabile, visto che era la prima volta che prendevano l’aereo.
Durante i cinque giorni trascorsi nel capoluogo della Comunitat Valenciana abbiamo potuto ammirare i suoi numerosi luoghi di interesse. Per incominciare, ci siamo diretti nel centro storico, dove abbiamo visitato la cattedrale, costruita sul terreno dove un tempo sorgeva una moschea. Al suo interno è esposto il Santo Graal da cui Gesù avrebbe bevuto durante l’ultima cena. Abbiamo visitato anche il mercato della seta (Llotja de la Seda), che dal 1996 è patrimonio mondiale dell’Unesco ed è famoso soprattutto per la grande sala con imponenti colonne a spirale che si ergono fino al soffitto e ricordano un bosco di pietra. Fu qui che per un lungo periodo i commercianti concludevano importanti affari commerciali. Ci siamo poi diretti verso il mercato centrale (Mercado Central), uno dei più grandi e più antichi mercati d’Europa, e verso la piazza principale sulla quale si affaccia il municipio (Plaza de l’Ajuntament). In questo periodo dell’anno la piazza è gremita di persone che desiderano assistere dal vivo allo spettacolo pirotecnico mozzafiato organizzato ogni anno durante il festival di Las Fallas. Naturalmente anche noi ci siamo uniti ai turisti impazienti per non perderci il grande evento. Credeteci: ne è valsa la pena. Il cielo si è riempito di elicotteri e droni che hanno creato uno spettacolo davvero indimenticabile.
La nostra guida ci ha accompagnati anche nella famosa Città delle arti e delle scienze, dove abbiamo visto alcune esposizioni interessanti, l’acquario e una serie di edifici futuristici. Abbiamo avuto la fortuna di poter trascorrere una mattinata intera all’acquario Oceanografic, il più grande acquario in Europa. L’attrazione più interessante dell’acquario è senza dubbio il lungo tunnel di vetro, lungo il quale i visitatori passeggiano attorniati da squali, razze e altri grandi animali marini. Passeggiare nel tunnel era davvero come stare sul fondo dell’oceano. Abbiamo visitato anche il grande delfinario, dove abbiamo ammirato i delfini mentre eseguivano salti e acrobazie, dopodiché ci siamo spostati nelle zone dell’Artico e dell’Antartide, dove ci aspettavano i pinguini. Abbiamo visto anche leoni marini e qua e là qualche pigro coccodrillo.
Dopo l’entusiasmante visita all’acquario abbiamo fatto una lunga passeggiata lungo il letto abbandonato del fiume Turia. Poiché in passato il fiume straripava spesso, inondando la città, il suo corso è stato deviato e portato fuori dal centro urbano, mentre il vecchio letto del fiume è stato trasformato in un grande parco, attrezzato con piste ciclabili, campi sportivi e aree giochi per bambini attorniate da lussureggianti aiuole di piante ornamentali.
Purtroppo, durante il nostro soggiorno nel capoluogo valenciano, il tempo era piuttosto instabile, perciò abbiamo dovuto modificare leggermente il programma iniziale e trascorrere più tempo del previsto nei musei. Degna di nota è stata la visita della seconda pinacoteca più grande di tutta la Spagna (Bellas artes de Valencia), situata in un edificio barocco che un tempo ospitava un convento e famosa per la sua ricca collezione di dipinti di artisti spagnoli ed europei. Qui abbiamo potuto ammirare opere di artisti famosi quali Velazquez, El Greco e Goya, ma anche i dipinti del pittore valenciano Sorolla, che amava rappresentare il mare, la spiaggia e squarci di vita quotidiana a Valencia.
Abbiamo inoltre visitato il CCCC – Centro del Carmen Cultura Contemporanea, uno spazio espositivo multiculturale in cui l’architettura storica esalta le ultime novità della scena culturale contemporanea. Si tratta di uno spazio sui generis che promuove la continuità tra passato e presente e offre un programma artistico estremamente interessante che comprende sia le arti visive che il teatro, la musica, il design e la letteratura.
Naturalmente non potevamo dirci soddisfatti della gita senza aver assaggiato la paella, il piatto tipico valenciano a base di riso, carne di coniglio e di pollo, frutti di mare e verdure. Per dessert ci siamo concessi i churros con la cioccolata calda.
Per gli studenti dell’indirizzo economico-sociale la gita è stata anche un’ottima occasione per fare pratica di conversazione in spagnolo nell’arco di brevi chiacchierate con gli abitanti del posto.
Professoressa Cirilla Devetti

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